Microsoft Edge e il dono dell'invisibilità

Microsoft Edge è un browser nato per sostituire Internet Explorer a partire dal 2015 e, secondo Microsoft, è il più veloce e sicuro mai progettato per Windows 10. Inoltre la software house di Redmond dichiara le seguenti caratteristiche:

  1. efficienza energetica, tanto da far durare di più la batteria dei dispositivi mobili durante la navigazione web;
  2. sicuro contro il phishing;
  3. layout pulito;
  4. semplice, moderno e facile da usare;
  5. facile gestione delle schede;
  6. ottima gestione dei contenuti preferiti;
  7. ricerche web rapide;
  8. assistente personale integrata;
  9. scrittura diretta sulle pagine web.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di Microsoft Edge un browser speciale, sempre secondo la sua azienda ideatrice. Peccato che non se ne sia accorto nessuno, dico io.

Si perché da quando questo browser è nato non ha avuto un gran successo.

Dando un occhiata alle statistiche di accesso di diversi siti internet si nota nel primo anno di vita una penetrazione nel mercato dei browser molto bassa, ossia intorno ad uno 0,3% di media. La percentuale è bassa ma trattandosi del primo anno si può ancora non addossargli delle colpe.

Gli avversari, nello stesso periodo ovviamente, erano i più usati Google Chrome con il 41% degli utenti, Internet Explorer 24%, Safari e Firefox 14%.

Nel 2016 Microsoft Edge ha una grande crescita rispetto al 2015 pur rimanendo molto indietro nella percentuale degli utenti che lo usano. E non va meglio nel primo quadrimestre del 2017 che con una crescita pari a zero rispetto al 2016 si ferma ad un misero 3%.

Probabilmente tutto questo avviene perché questo browser è fortemente legato al mondo Microsoft che non ha grandi numeri nel mobile. I dispositivi mobili, infatti, in molti casi hanno soppiantato quei PC o Notebook che venivano utilizzati solo per navigare nel web.

Da questo cambio di abitudini chi ne ha beneficiato di più è Google Chrome che è proposto di default su tutti i dispositivi mobili che girano sotto Android. Se a questo associamo la già grande popolarità che il browser di Google è riuscito a guadagnarsi in pochi anni sia tra i dispositivi desktop sia tra quelli notebook, si arriva a percentuali d'uso che superano il 50%.

In poche parole, almeno per il momento, se non fosse per Internet Explorer che Microsoft voleva rottamare perché oramai non stava a passo coi tempi e perché ha perso negli anni molti consensi l'azienda di Redmond resterebbe a bocca asciutta.